l'enciclopedia on line gratuita del vino
Enopress media partner
vedi in VERSIONE MAGAZINE
Pagina principale
Vetrina
Pubblica su Wikivini
Eventi in rilievo
Perchè il vino si colora ?
Glossario del vino
Paesi produttori di vino
Tipologia dei vini
Tipologia di Uva
Vini per regione
Segnalaci un vino
Pubblicità su WikiVini
Regole di pubblicazione
Policy sui "Cookies"
Le ricette di Wikivini
Le ricette degli utenti
Cocktails
Dessert
Pubblica una ricetta
Video
Podcast (audio)
Contattaci
Redazione

Denominazione dei vini

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

VINI ROSSI

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

VINI BIANCHI

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

VINI ROSATI

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Enopress, le notizie enogastronomiche dal mondo www.enopress.it

LA CURIOSA VICENDA DELLA ITALIAN SWISS COLONY DI ASTI

(www.enopress.it). Ci siamo imbattuti in una storia curiosa, certamente poco conosciuta alla maggior parte di noi Italiani anche se decisamente importante per il destino della viticultura del nostro Paese. Tutto si svolge ad Asti, ma attenzione, non Asti quello delle magnifiche terre di Monferrato ma in California, nel nord della Contea di Sonoma. Li nasce l'Italian Swiss Colony di Asti.

Nel 1880, in California la viticoltura stava assumento una posizione di grande risalto. Per Andrea Sbarboro, un imprenditore italiano-americano, l'idea di fondare una cantina sembrava una scelta imprenditoriale accattivante per se e per i suoi connazionali italiani che erano alla ricerca di un lavoro. L'idea fu quella di creare una nuova associazione sia per poter reperire più facilmente i fondi necessari sia per poter accedere alle concessioni di terreni agricoli. Decise quindi di coinvolgere i connazionali e limitare l'adesione ai soli italiani, ma data la forte presenza di Svizzeri Ticinesi, sia culturalmente che linguisticamente, decise di coinvolgere anche gli immigrati elvetici fondando un'associazione agricola denominata ITALIAN SWISS COLONY di Asti CA.

Sbarboro era un immigrato italiano arrivato, come moltissimi italiani del nord Italia, a San Francisco nel 1850. All'età di 13 anni si buttò nel commercio di generi alimentari, ma in seguito spostò la sua attività attivando dei prestiti locali riservati principalmente agli italiani piccoli imprenditori. In quel contesto conobbe il famoso italiano fondatore della Bank of Italy poi divenuta nel 1927 Bank of America, creata da Amedeo Giannini grazie al contributo imprenditoriale di migliaia di italiani provenienti principalmente da piemonte, liguria, veneto, in quei duri anni di immigrazione e terremoti californiani.

In pochi mesi, quasi una dozzina di famiglie avevano risposto alla chiamata, spostandosi dalla California del nord verso Asti partecipando alla creazione di questa incredibile comunità che disponeva di oltre 1.620 acri.

“Quando Asti venne fondata come Italian Swiss Colony, l'obiettivo era quello di creare una fiorente comunità che ruotava intorno al vino. Per un po' il piano ha funzionato ma ad un certo punto nel 1960, l'azienda è divenuta l'attrazione turistica numero due nello stato, secondo solo a Disneyland”.

Nella fase iniziale, la colonia si è limitata a produrre uve per rifornire altre cantine, ma nel 1887, il prezzo pagato per una tonnellata d'uva era scesa a otto dollari, un prezzo che non riusciva nemmeno a coprire i costi di gestione della colonia. A questo punto Sbrarboro dovette prendere una decisione: o cessare l'attività in modo definitivo o produrre del vino proprio e commercializzarlo.

Il primo enologo ha assunto era uno svizzero m,a la scelta si rivelò presto sbagliata. L'enologo applicò una vecchia tecnica europea evidentemente non fadatta al clima della

 terra di California. Si trattava di chiudere le porte e le finestre della cantina durante il ciclo della fermentazione così da ottenere una cantina abbastanza calda e facilitare la fermentazione. Quando l'infelice vinificatore chiuse le porte della cantina di Asti la temperatura salì molto velocemente e il risultato fu un'abbondante produzione di aceto.

Sbarboro decise quindi di assumere il piemontese Pietro Carlo Rossi, un enologo con una laurea in chimica agricola. La scelta si rivelò azzeccata e decisiva. Rossi rivoluzionò non solo la produzione ma anche la commercializzazione, l'impatto estetico, l'accoglienza e la distribuzione.

Incorporando uve Charbono, Mourvèdre e Zinfandel di alta qualità, Rossi produsse la sua prima annata puntando sulla semplicità, la qualità e il prezzo accessibile, realizzando un semplice vino da tavola rosso nel 1886, denominandolo, Tipo Chianti.

L'interesse del Tipo Chianti crebbe sempre di più, così come la fama della cantina Asti. La struttura della colonia si espanse: il primo edificio, a due piani, in cemento e legno, aprì nel 1887 e ospitò le presse della colonia e nove serbatoi di sequoia a 12.000 galloni. Nacquero inoltre le cantine di invecchiamento nelle grandi botti di sequoia e i primi vini barricati.

Entro la fine del 1800, la Italian Swiss Colony di Asti produceva oltre due milioni di litri di vino all'anno. Per gestire questo volume, Rossi dovette modificare e migliorare le sue tecniche di vinificazione tradizionali. Divenne così un pioniere della fermentazione a temperatura controllata fu inoltre il primo produttore di vino della California e del mondo, ad utilizzare il biossido di zolfo come antiossidante.

Curiosa fu l'inaugurazione del serbatoio in cemento che avrebbe contenuto una quantità di 17.260 ettolitri di vino. La cena avvenne all'interno del serbatoio che ospitò oltre duecento persone al suo interno

.

Fin dall'inizio, la colonia fu molto popolare accogliendo milioni di turisti ma, il numero di visitatori esplose alla fine del 1950 e 1960, in parte grazie alla forte e incisiva campagna pubblicitaria “Little Old Enologo” e, in parte dalla sempre crescente qualità dei suoi prodotti che, nel frattempo non si limitavano al solo vino. Alla fine del 1950, Italian Swiss Colony di Asti servita ai suoi visitatori un totale di 4.000 litri di vino all'anno in moderne e curiose sale di degustazione.

Dopo vari avvicendamenti e una serie di cambi di proprietà, l'Italian Swiss Colony di Asti chiuse le sue porte al pubblico alla fine del 1980 ed essenzialmente divenne una fabbrica di vino industriale. Ora l'impianto è di nuovo sotto il marchio Cellar No. 8, un omaggio a uno dei luoghi dove tutto è cominciato.

Non possiamo dimenticare il ruolo fondamentale che la colonia ebbe durante la terribile piaga della filossera in Europa. Piaga che distrusse la totalità dei vitigni Europei e, proprio grazie alle ricerche di esperti venne sperimentato con grande successo, l'inneseto su vite americana, immune alla maggior parte delle malattie. Ancora oggi le barbatelle prodotte sono sull'innesto di quella vite.

Chissà quanti sanno che c’è un comune che si chiama Asti (95425, California) nella Contea di Sonoma, a circa un centinaio di chilometri a nord di San Francisco e che, lungo la 101 Road, si trovano Asti Winery, Asti road, ecc. Ebbene, furono il ligure (Chiavari) di nome Andrea Sbarboro e il piemontese (Dogliani)  Pietro Carlo Rossi a fondarla nel 1881, insieme alla Colonia Italo-Svizzera, grande azienda produttrice di vino californiano. Maurizio Rosso, titolare con il fratello enologo Claudio, dell’azienda Gigi Rosso pubblicò un interessante libro nel 1990. Libro unico che tratta dell’emigrazione piemontese in America e, soprattutto, in California, dove questi emigranti svolsero un ruolo fondamentale nello sviluppo della produzione vitivinicola (vedi la straordinaria storia dei fratelli Ernest e Julio Gallo, figli di un emigrante originario di Fossano) oltre che furono essenziali alla crescita dell'economia dello Stato stesso creando, come sopre detto, la Bank of America di Amedeo Giannini e i risparmi di migliaia di nostri conterranei.

Il libro, ormai introvabile, è un lavoro accurato e assai documentato che Maurizio Rosso scrisse durante il suo soggiorno californiano: appassionato fin da giovane del mito americano, si è laureato in Lingua e Letteratura Inglese in California ma il suo cuore rimane di Langa.

www.cellavinaria.wordpress.com

swiss colony asti, enopress, vino californiano

ARCHIVIO

[Inizio vendemmia a Nuova Gorica] • [Vigna, Clima e mercato] • [Voucher soppressi a rischio la vendemmia] • [Ad Ostia, il mare di Roma, si diventa sommelier] • [IL consorzio tutela vini di monte cucco in difesa del Sangiovese] • [LA CURIOSA VICENDA DELLA ITALIAN SWISS COLONY DI ASTI] • [Chiaretto di Bardolino: Nasce una nuova DOC] • [Vinissage2017] • [Boom di richieste per nuovi vigneti] • [Una bottiglia personalizzata per i prosecchi di vigna dogarina.] • [Nasce L'Alto adige Wine Summit] • [Vendemmia 2017] • [A SORRENTO IL PRIMO FESTIVAL DEI VINI ROSATI] • [ACCADEMIA DELLA VITE E DEL VINO: LE CARICHE AL 2021] • [SULLA VIA DEL VINO E DELLA SETA VERSO LA CINA] • [A RISCHIO LEADERSHIP EXPORT VINO ITALIANO NEGLI USA] • [NUTRIZIONE E SALUTE] • [SONO STATI I SARDI DELL’ANTICHITÀ I PRIMI PRODUTTORI VINICOLI DEL MONDO ] • [GRAVNER: PER IL FUTURO SOLO RIBOLLA E PIGNOLO] • [ITALIA E RUSSIA PIÙ VICINE: GLI ESITI DELLA MISSIONE DELLE MARCHE IN CIUVASCIA] • [TERRE MARGARITELLI IL PRIMO TORGIANO ROSSO RISERVA DOCG BIOLOGICO UMBRO ] •
Antica Corte Albano Laziale