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Redazione

Denominazione dei vini

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

VINI ROSSI

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

VINI BIANCHI

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

VINI ROSATI

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
DOC Vigneti della serenissima
[modifica] ultima modifica: 28-03-2018 08:36

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Premessa :
Il nome Serenissima Repubblica di Venezia, nota anche solo come Serenissima, storicamente si riferisce ad uno Stato indipendente che VIII secolo al 1797, con capitale la città di Venezia, ha governato i territori veneti e di gran parte dell’attuale Italia nord-orientale, nonché delle coste e delle isole orientali del mare Adriatico fino alla Grecia. Durante questo periodo la produzione di vini bianchi freschi sulle colline venete, pur presente sin dall’ epoca romana, ha trovato il suo sviluppo; in quest’epoca infatti gli aristocratici veneziani e i ricchi commercianti della Serenissima avevano fatto costruire ville palladiane e poderi su tutto l’arco collinare veneto, sia a scopo residenziale, sia al fine di produrre alimenti e vino anche da offrire agli illustri amici ospitati nelle
ville. Questa viti-vinicoltura, che possiamo definire “aristocratica”, vide impegnate le grandi famiglie veneziane in una gara qualitativa per la produzione dei vini migliori e permise anche ai contadini della zona di acquisire nuove informazioni e nuove tecniche vitivinicole, specializzandosi in particolare nei vini bianchi freschi e frizzanti.

Numerosa bibliografia testimonia che i Vigneti della Serenissima possedevano una qualità che i vini “foresti” (stranieri) spesso non avevano, grazie sia alla predisposizione ambientale alla coltivazione della vite, sia alla corsa al miglioramento della qualità da parte dei nobili, per affermare il loro prestigio anche nella produzione vitivinicola.
Il comparto viti-vinicolo dell’area compresa nella denominazione, a partire dagli anni ’50 del dopoguerra, ha visto lo sviluppo di un’intensa attività di ricerca e sperimentazione finalizzata ad ottenere vini bianchi spumanti e frizzanti di qualità; tecnici, ricercatori e operatori hanno migliorato la selezione varietale e le scelte clonali, le tecniche di coltivazione ed i sistemi di allevamento della vite, allo scopo di esaltare nelle uve, le peculiarità atte a divenire vini bianchi frizzanti e spumanti.

download (8).jpg Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, durante la presentazione dello spumante DOC SERENISSIMA

 

Ecco uno stralcio del DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DOC “VIGNETI DELLA SERENISSIMA” O “SERENISSIMA” (Approvato con DM 22.11.2011 G.U. 294 - 19.12.2011 Modificato con DM 07.03.2014)

La denominazione di origine controllata “Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” è riservata ai vini spumanti ottenuti esclusivamente con la rifermentazione in bottiglia, che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:
“Vigneti della Serenissima” o “Serenissima”
“Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” rosè
“Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” millesimato
“Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” riserva
I vini della denominazione di origine controllata “Vigneti della Serenissima” o “Serenissima”devono essere ottenuti dalle uve provenienti da vigneti aventi in ambito aziendale la seguente composizione varietale: Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot nero.

Le uve atte a produrre i vini spumanti “Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” devono essere ottenute nelle aree di collina e montagna di spiccata vocazione viticola delle provincie di Belluno, Treviso, Padova, Vicenza e Verona.
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a Doc “Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” devono essere quelle tradizionali e tipiche delle specifiche aree di produzione e, comunque, atte a conferire alle uve, ai mosti e ai relativi vini base le specifiche caratteristiche di qualità previste dal presente disciplinare.
In particolare le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai seguenti requisiti:
- In giacitura acclive e comunque bene esposti, sono esclusi i fondovalle,
- la quota massima è di 700 m s.l.m.,
- le forme di allevamento consentite sono quelle a cordone speronato, Guyot e capovolto
(semplice e doppio), con densità minima di ceppi ad ettaro non inferiore a 3.500, calcolata sulsesto d’impianto;
- Pergoletta veronese e pergola trentina con densità minima di ceppi ad ettaro non inferiore a 3.000, calcolata sul sesto d’impianto;

Le operazioni di vinificazione, elaborazione ed affinamento devono aver luogo nel territorio della Regione Veneto.

La resa massima dell'uva in vino finito pronto per il consumo non deve essere superiore al 65%.

I vini spumanti “Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” devono essere elaborati con il metodo della rifermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale o classico.
I vini “Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” e “Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” rosè devono essere commercializzati nei tipi da brut nature a sec,

“Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” millesimato da brut nature a dry,

“Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” riserva da brut nature a brut.

I vini a denominazione di origine controllata “Vigneti della Serenissima” o “Serenissima”
devono permanere sui lieviti di fermentazione per almeno:
“Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” 12 mesi
“Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” rosè 12 mesi
“Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” millesimato 24 mesi
“Vigneti della Serenissima” o “Serenissima” riserva 36 mesi

L’area della DOC “Vigneti della Serenissima” o “Serenissima”, si estende nell’area montana e collinare delle Province di Belluno, Treviso, Padova, Vicenza e Verona, posta ad arco tra la catena delle Alpi a nord e la pianura Padana a sud.
I suoli, a seconda delle zone collinari, hanno un’origine vulcanica o sedimentale; i terreni
provenienti dallo sfaldamento di tali rocce, si presentano mediamente superficiali, con presenza diffusa di scheletro che permette un ottimo drenaggio delle acque piovane.
I vigneti sono situati quasi esclusivamente su terreni situati in pendio, la maggior parte dei quali i volti verso sud. Il clima di tale area, protetta a nord dalla catena montuosa rivolta a sud verso il mare, presenta delle caratteristiche marcatamente differenti rispetto alle aree della pianura: una piovosità mediamente più elevata rispetto a quella della pianura che, grazie alla pendenza dei terreni e alla granulometria dei suoli, garantisce un apporto limitato di acqua senza ristagni; le estati sono fresche e ventilate e caratterizzate da marcate escursioni termiche notte-giorno durante l’estate e in autunno prima della vendemmia.

Redatto da   Sorsi di vino e chiacchiere di  Paola Bonomi

 

 

Montello Rosso Docg
[modifica] ultima modifica: 19-02-2018 10:16

montello rosso

PREMESSA : Siamo in Veneto a nord di Venezia in provincia di Treviso tra le colline del Montello e i Colli Asolani. L'altitudine è tra i 100 e i 450 metri sopra il livello del mare, i suoli sono rossi formati da  marne argillose miste a marne sabbiose facilmente disgregabili dagli agenti atmosferici, sono mediamente profondi con una buona capacità di riserva idrica. Proprio grazie a queste marne qui troviamo vini rossi con una ricca componente fenolica. L'attività microbiologica è elevata e quindi c' è una notevole disponibilità di elementi nutritivi. Il clima è mite alterna primavere miti a estati non troppo calde. Lo sviluppo della vite in questa zona la si deve grazie ai monaci benedettini, insediati attorno all'anno mille e alla Repubblica di Venezia verso il 1300, quando si incominciò a esportare i vini della zona all'estero. Nel 1977 la zona viene tutelata grazie al riconoscimento della DOC. IL Montello rosso o , semplicemente, Montello è composto da un uvaggio di cabernet sauvignon, merlot, cabernet franc e carmenere ai quali si possono aggiungere altri vitigni a bacca rossa. Il vino ha un colore rosso rubino che vira al granato con l' invecchiamento, i tannini sono morbidi, buono l'equilibrio e la concentrazione di antociani è notevole, profumi intensi che tendono all'etereo con l'invecchiamento, struttura elevata.

Ecco uno stralcio del disciplinare :

Tipologia: "Montello rosso" o "Montello"; "Montello rosso superiore" o "Montello superiore"

Base ampelografica : Cabernet Sauvignon dal 40 al 70%, Merlot e/o Cabernet Franc e/o Carmenère dal 30 al 60%.Possono concorrere fino ad un massimo del 15% le uve dei vitigni a bacca di colore analogo esclusi gli aromatici, idonei alla coltivazione per la provincia di Treviso.

Zona di produzione: comprende l'intero territorio dei comuni di Castelcucco, Cornuda e Monfumo e parte del territorio dei comuni di Asolo, Borso del Grappa, Caerano S. Marco, Cavaso del Tomba, Crespano del Grappa, Crocetta del Montello, Fonte, Giavera del Montello, Maser, Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Paderno del Grappa, Pederobba, Possagno, S. Zenone degli Ezzelini e Volpago del Montello, tutti situati in provincia di Treviso.

Norme per la viticoltura : sono consentite esclusivamente le forme di allevamento a spalliera semplice. Per gli impianti realizzati dopo l’approvazione del presente disciplinare il numero di ceppi ad ettaro, calcolato sul sesto di impianto, non potrà essere inferiore a 3.500.E' vietata ogni pratica di forzatura; è ammessa l’irrigazione di soccorso.I vigneti sono idonei alla produzione di vino a denominazione di origine controllata e garantita "Montello rosso" o "Montello" solo a partire dal quarto anno dall'impianto. La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 70% per tutti i vini. Affinamento dovrà essere: di almeno 18 mesi di cui almeno 9 mesi in botti di rovere ed almeno 6 mesi in bottiglie e di almeno 24 mesi per la tipologia superiore di cui almeno 12 mesi in botti di rovere ed almeno 6 mesi in bottiglia.Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol e 13,00% vol. per la versione superiore;

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Redatto da Sorsi di vino e chiacchiere di Paola Bonomi

Dolcezze enologiche dalla Puglia: il primitivo di Manduria dolce
[modifica] ultima modifica: 22-01-2018 10:18

primitivo 4

Quanto segue è  un estratto del disciplinare di produzione della Docg  "PRIMITIVO DI MANDURIA DOLCE NATURALE"

La Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Primitivo di Manduria Dolce Naturale" e' riservata al vino proveniente da vigneti aventi, in ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica: 100% Primitivo.

La zona di produzione delle uve atte alla produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita "Primitivo di Manduria Dolce Naturale" ricade nelle provincie di Taranto e Brindisi e comprende i terreni vocati alla qualita' di tutto o parte dei Comuni compresi nelle suddette province.......

E' vietata ogni pratica di forzatura. E' ammessa l'irrigazione di soccorso.

Nella produzione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita "Primitivo di Manduria Dolce Naturale" e' consentito esclusivamente l'uso di uve raccolte nella prima fruttificazione (grappoli), mentre sono da escludersi espressamente quelle provenienti dalle "femminelle"(racemi).

primitivo 5

La resa massima di uva ammessa per la produzione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita 'Primitivo di Manduria Dolce Naturale" non deve essere superiore a 7 t/ha di vigneto in coltura specializzata.

Alla vendemmia, le uve destinate alla vinificazione devono assicurare, al vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita "Primitivo di Manduria Dolce Naturale" un titolo alcolometrico naturale minimo di 16 % vol.

Le operazioni di vinificazione e preparazione dei vini devono essere effettuate nell'interno della zona di produzione enunciate precedentemente
Le uve possono essere sottoposte a pratiche di appassimento sulla pianta e/o su graticci e/o in cassette all'aperto o in locali anche dotati di sistemi per il controllo di temperatura e/o umidita' e/o di ventilazione forzata.

Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche. E' vietato l'arricchimento dei mosti e dei vini.
La resa massima dell'uva in vino non deve essere superiore al 60%

Il vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita "Primitivo di Manduria Dolce Naturale" all'atto dell'immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

-colore: rosso intenso, con sfumature tendenti al granato;
-odore: ampio, complesso, talvolta con sentore di prugna;
-sapori: dolce, vellutato, caratteristico;
-titolo alcolornetrico volumico totale minimo: 16 % vol. di cui effettivo 13 % vol.

Il residuo zuccherino non deve essere inferiore a 50 g/l.

In etichetta e' vietata ogni altra qualificazione aggiuntiva non prevista dal disciplinare di produzione ivi compresi gli aggettivi "riserva", "superiore", "extra", "fine", "scelto", "selezionato", "classico", e similari.

Il vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita "Primitivo di Manduria Dolce Naturale" deve essere immesso al consumo esclusivamente in recipienti di vetro di volume nominale fino a un massimo di 6 litri secondo le disposizioni vigenti in materia.
Per gli stessi e obbligatorio il tappo raso bocca, tuttavia per le bottiglie fino a litri 0,25 e' consentito anche l'uso del tappo a vite.

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Redatto da Sorsi di vino e chiacchiere di Paola Bonomi

Lison Docg : tra Veneto e Friuli Venezia Giulia
[modifica] ultima modifica: 21-01-2018 08:24

PREMESSA . Questa è una docg interregionale, siamo a cavallo tra le province di Venezia, Treviso e Pordenone ma, la denominazione prende il nome dal borgo romano di Lison (Venezia), dove la coltivazione della vite è storica. Dopo i romani, i frati benedettini e la serenissima Venezia hanno dato forte impulso alla viticoltura in zona. Grazie ai venti , a  un clima favorevole e a un terreno composto da un sottile strato di carbonato di calcio, con profondità  variabile tra i 30 e i 70 cm, su una superficie prevalentemente argillosa, trova un habitat naturale il vitigno a bacca bianca Tocai.

I vini Lison hanno una bella struttura e un buon equilibrio . Il colore è giallo e vira dai riflessi verdolini, al giallo paglierino intenso ancora più profondo se le bucce vengono lasciate macerare nel mosto.  I sentori  fruttati che si alternano ad un vegetale fresco, sono fini ed eleganti. Al sorso ritroviamo la territorialità (terreni ricchi di minerali soprattutto potassio, calcio e magnesio)  che si esprime con una marcata sapidità e persistenza con un finale lungo e tipico di mandorla amara. Importante anche il contenuto alcolico sempre, comunque, ben equilibrato.

Al fine proprio di tutelare il Tocai ottenuto nella zona di Lison, già nel 1971 è stata riconosciuta la Denominazione d’origine “Lison DOC, che successivamente si è fusa con la DOC Pramaggiore per formare la denominazione “DOC Lison-Pramaggiore”. Con la modifica del disciplinare della DOC Lison-Pramaggiore, al vino Tocai è stato inserito il sinonimo “Lison” e, nel 2007, al vitigno Tocai è stato aggiunto il sinonimo Tai per la regione Veneto. Nel 2010 la denominazione è stata riconosciuta DOCG.

Dopo questa lunga premessa passo alla parte tecnica del disciplinare di produzione.

Tipologie: “Lison” e “Lison” classico.

Base ampelografica . La denominazione di origine controllata e garantita “Lison” è riservata ai vini ottenuti da vigneti costituiti per almeno l’85% dalla varietà di vitigno Tai; possono inoltre concorrere, da sole o congiuntamente, le uve di altri vitigni a bacca bianca non aromatici, purché idonei alla coltivazione nelle rispettive provincie di Venezia, Treviso e Pordenone.

Zona di produzione

Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita “Lison” devono essere prodotte nella zona comprendente, nelle rispettive province, i seguenti territori amministrativi comunali:

Provincia di Venezia: Annone Veneto, Cinto Caomaggiore, Gruaro, Fossalta di Portogruaro, Pramaggiore, Teglio Veneto, e parte del territorio dei comuni di Caorle, Concordia Sagittaria, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Santo Stino di Livenza;

Provincia di Treviso: Meduna di Livenza e parte del territorio di Motta di Livenza;

Provincia di Pordenone: Chions, Cordovado, Pravisdomini e parte dei territori di Azzano Decimo, Morsano al Tagliamento, Sesto al Reghena.

La zona di produzione del vino a denominazione di origine controllata e garantita “Lison classico"  comprende le seguenti frazioni:

- Lison, Pradipozzo e Summaga, in comune di Portogruaro;

- Belfiore, Blessaglia e Salvarolo, in comune di Pramaggiore;

- Carline e Loncon, in comune di Annone Veneto, e parte del territorio amministrativo dei comuni di S. Stino di Livenza e Cinto Caomaggiore.

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 Norme per la viticoltura

1. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'articolo 1, devono essere quelle tradizionali della zona di produzione e comunque atte a conferire alle uve ed ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualità.

2. Sono da considerarsi idonei alla produzione dei vini unicamente i vigneti ubicati in terreni di origine sedimentaria-alluvionale e di medio impasto, tendenti all'argilloso ed allo sciolto, anche con presenza di concrezioni calcaree e/o di scheletro. Limitatamente alla zona a sud della strada provinciale che da Eraclea porta a Latisana, passando per la Salute di Livenza e per Lugugnana sono ammessi anche i terreni sabbioso-argillosi.

3. Sono invece da escludere i vigneti ubicati in terreni sabbioso-torbosi, ricchi di sostanza organica ed in quelli umidi o freschi, di risorgiva o soggetti ad allagamenti.

4. Sono ammesse esclusivamente le forme a controspalliera semplice o doppia.

5. Fatti salvi i vigneti già idonei alla produzione della DOC Lison Pramaggiore, i vigneti piantati dopo l’approvazione del presente disciplinare, dovranno avere un numero minimo di ceppi per ettaro non inferiore a 3000.È esclusa ogni pratica di forzatura. Tuttavia, è ammessa l’irrigazione di soccorso.

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Redatto da Sorsi di vino e chiacchiere  di Paola Bonomi

(Fonte: Mipaaf, Gazzetta Ufficiale)

Enopress - Wikivini, un incontro con vista sul futuro.
[modifica] ultima modifica: 07-08-2017 10:05

Insieme per informare e divulgare la cultura enogastronomica – Con un mix di tecnologia, piattaforme e "Wine tasting" in podcast

Una collaborazione e tanti nuovi progetti. Enopress, realtà editoriale già consolidata e autorevole, stringe con Wikivini, la newcomer libera enciclopedia on line del vino, un importante collaborazione che vedrà i due siti dar vita ad un gemellaggio tutto a favore dell'utenza. Se da una parte Wikivini, permette di pubblicare e rivedere i contenuti pubblici inerenti il mondo dell'enogastronomia, dall'altra Enopress informerà il lettore su quanto accade nel mondo del vino. Notizie dall'Italia e dall'estero, eventi, degustazioni, speciali, tutto questo sarà disponibile anche sul sito wikivini.it, grazie ad enopress.

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La visualizzazione delle notizie e i servizi saranno disponibili anche per la tecnologia mobile, verrà rivolta particolare attenzione agli utenti che preferiscono gli apparati mobili per la navigazione internet ed i cosiddetti millenials. Nuovi canali audio e video come podcast, piattaforme video e molto altro veicolati da Wikivini anche su Enopress,  saranno a disposizione di tutti gratuitamente.
Wikivini è visualizzabile in due formati (visualizzazione automatica o selettiva) la versione “desktop”, classica che ricorda l'impostazione wiki per eccellenza, e la versione “magazine” più idonea per gli apparati mobili.

0.wikivini

Nuovi progetti sono in cantiere e renderanno sempre più forte l'intesa Enopress -Wikivini. Già allo studio la divulgazione dei contenuti in diverse lingue, con file audio e video.
Altra novità sarà la realizzazione di una vetrina promozionale nella sezione in lingua cinese di Enopress, dedicata alle aziende vitivinicole italiane, che con l’utilizzo di postcad potranno essere presentate agli addetti e operatori di settore cinesi. Per ultima una bacheca elettronica per annunci commerciali in inglese e cinese, una sorta di Cerco/trovo dedicata alle aziende che potranno inserire le loro proposte commerciali rivolte al mercato cinese e trovare le richieste di acquisto o contatti da parte dei distributori e importatori cinesi e non.
Quest'oggi quindi è il caso di dire “brindiamo” a questa nuova importante collaborazione, che renderà un servizio maggiore a tutti coloro che amano il buon vino e la cucina del nostro paese.

Redazione Wikivini.

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